Blog
High Ticket Sales: cos'è, come funziona e perché se ne parla così tanto
Se hai cercato come si lavora online, prima o poi sei finito su un video che parla di High Ticket Sales: ragazzi giovani che chiudono contratti da migliaia di euro al telefono, da remoto, e si spostano spesso. Una parte è marketing. Una parte è reale, e conviene capire come funziona questo lavoro prima di buttarcisi.
In questo video Francesco (Italian Closer) racconta il suo percorso. Due anni fa non sapeva cosa fosse l'High Ticket Sales. Oggi ci lavora a tempo pieno.
Cos'è l'High Ticket Sales
È la vendita di prodotti o servizi costosi, di solito da circa 1.000 euro in su, spesso tra i 3.000 e i 15.000.
Ci sono due mondi:
- B2B: software e servizi venduti ad altre aziende.
- Infobusiness: corsi, percorsi di formazione, mentorship, mastermind.
Il video si concentra sul secondo. Il contesto: la formazione online è cresciuta molto. Sempre più persone imparano una competenza da chi quel risultato l'ha già ottenuto. Chi ha un pubblico a un certo punto crea un programma e lo vende a chi vuole la stessa trasformazione. Quel programma costa, e qualcuno deve venderlo.
Perché un'azienda cerca un closer
Chi ha creato l'offerta di solito non ha né il tempo né le competenze di vendita per parlare con ogni persona interessata.
Su un acquisto da diverse migliaia di euro il cliente ha paura di sbagliare, ha dubbi, rimanda. Non basta una pagina con il pulsante "compra". Serve qualcuno che ascolti, capisca se quella persona è nel posto giusto e la accompagni nella decisione. Quel qualcuno è il closer.
Come viene pagato un closer
Il closer lavora a commissione, di solito intorno al 10 per cento del contratto. Sembra poco finché non fai i conti sui numeri di questo settore.
L'esempio del video: offerta da 5.000 euro, otto chiamate in un giorno, tasso di chiusura del 25 per cento, che è un valore di riferimento realistico. Sono due vendite, cioè 1.000 euro di commissioni in una giornata.
Francesco ha superato i 10.000 euro in un mese più volte, con un picco intorno ai 17.000, lavorando circa cinque o sei ore al giorno. Non è la norma e non è immediato, ma dà la scala del perché tanta gente si muove su questo lavoro.
Metti in conto anche la parte scomoda
I numeri arrivano dopo mesi di pratica, non dalla prima settimana.
Lui stesso mette le mani avanti nel video, ed è giusto ripeterlo. Non avrai otto chiamate qualificate ogni giorno. Non chiuderai sempre. All'inizio è una competenza difficile: prendi rifiuti, sbagli, ti senti impreparato.
E no, se il prodotto è serio non stai vendendo fumo. Il tuo lavoro è aiutare qualcuno a fare un passo concreto che stava già valutando.
I vantaggi veri, e quelli gonfiati
- Libertà di luogo: vera. Ti servono un computer e una connessione. Francesco negli ultimi mesi ha lavorato da Miami, dalle Canarie, da Malta. Le chiamate si fanno su Zoom o Meet.
- Libertà di orario: da ridimensionare. Decidi tu la disponibilità in calendario, ma se lavori due ore al giorno fai una o due chiamate e non vai da nessuna parte. Resta un lavoro.
- Persone e occasioni. Entri in contatto con gente che sta costruendo qualcosa. Se sei ambizioso, quel giro pesa quanto i soldi.
- La competenza. Saper vendere non te la toglie nessuno. In una fase di crisi servono venditori, quando le cose vanno bene pure. Ti serve anche se un giorno vuoi aprire una tua attività.
Da dove si comincia
Serve poco per partire e serve tutto per continuare: tempo, fame, costanza e una guida. A differenza di aprire un business online (e-commerce, dropshipping, un'agenzia), non ti serve capitale da rischiare.
Francesco è partito da una community e da un percorso di formazione. Se vuoi capire se questo lavoro fa per te, il primo passo è quello: guardare come lavorano gli altri e provare.